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Comentario al Pater Noster
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"...Il nostro pane sovrasostanziale"
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52.
...Il nostro pane sovrasostanziale. Sono "soprattutto" i doni
dello Spirito Santo che perfezionano la vita della grazia al di sopra della
stessa ragione - e perfino delle virtù teologali che si muovono ancora
nell'ambito della ragione illuminata dalla fede e mossa dalla grazia - e fanno
perciò, se così si può dire, al vivo, quasi in unisono, la vita divina secondo
una certa forma d'immediatezza intima e superiore. I doni dello spirito sono,
così, i frutti più preziosi della grazia, con i quali l'uomo vive ed attua la
partecipazione alla vita divina "in modo divino", per quanto è possibile ad una
creatura che Dio vuole, nella sua misericordia, chiamare alla santità eroica.
Mediante i doni, infatti, l'anima diventa docile alle divine ispirazioni,
sensibile alle segrete mozioni dello Spirito Santo che abita in lei, in
comunione (quasi) immediata con l'amore di Dio che lo fa (quasi) uscire da sé
per trasferirsi tutta in Dio, per respirare Dio, per nascondersi completamente
in Dio, per seguire ogni segreto movimento della grazia ed ogni pur minimo cenno
della divina volontà. I doni dello Spirito Santo attirano l'intelligenza e la
volontà nella comprensione e nell'amore della vita divina, quasi per una forma
di connaturalità dell'anima con Dio, così che l'anima non opera più in modo
umano ma divino, accoglie le mozioni divine con slancio e senza resistenza
alcuna, con l'abbandono perfetto e totale alla divina volontà. Così i doni sono
il pane più dolce, più nutriente, più elevante... O, donaci, Signore, questo
pane.
Amen
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