La pubblicazione delle OPERE COMPLETE di CORNELIO FABRO è a cura del «Progetto Culturale Cornelio Fabro» dell'Istituto del Verbo Incarnato, dal 2013 diretto da Gianluca Trombini con la collaborazione di studiosi del pensiero fabriano. Ogni volume delle Opere Complete segue l'ultima edizione vista dall’autore e include un apparato di note, alcune delle quali riguardano il confronto con le edizioni e pubblicazioni precedenti.

I volumi sono rilegati, con copertina rigida e sovraccopertina, nel formato 17x24.

Per la disposizione delle Opere Complete è stata fatta una divisione in quattro parti e un supplemento. Le parti sono divise a seconda delle categorie di scritti: libri, contributi, articoli e recensioni, scritti inediti e postumi, dispense, manoscritti, lezioni ricavate dalle registrazioni e manoscritti. Nel supplemento saranno raccolte le traduzioni, principalmente di Kierkegaard.

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Dopo di una breve spiegazione di ogni volume, è possibile prendere visione dell’indice del libro e, se il volume è già stato pubblicato, leggerne un estratto.

È assolutamente proibita la riproduzione totale o parziale in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo senza l’esplicito permesso firmato della “Provincia Italiana S. Cuore” degli Stimmatini e del Progetto Culturale Cornelio Fabro dell’Istituto del Verbo Incarnato.

Tutti i testi e traduzioni del P. Cornelio Fabro sono proprietà della “Provincia Italiana S. Cuore” degli Stimmatini.

Il copyright della pubblicazione dell’Opera Omnia sia in formato cartaceo che digitale è del Progetto Culturale Cornelio Fabro dell'Istituto del Verbo Incarnato, Largo Barbarigo 1, 01027 Montefiascone (VT), Italia, CF 95021070586.

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I Parte. Scritti pubblicati: libri

Voll. 1 e 2: scritti giovanili.

Voll. 3 al 38: libri già pubblicati fra il 1939 e il 1995.

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Vol. 1. Scritti giovanili I

Contiene i primi due scritti di Fabro studente: la tesi di Laurea in Filosofia e la dissertazione premiata dall'Accademia Romana di San Tommaso d'Aquino.

a) Principii causalitatis. Necessitas objectiva. Ostenditur et defenditur secundum philosophiam scholasticam ab impugnationibus Humii (1931). Tesi presentata alla Pontificia Università Lateranense per ottenere il dottorato in filosofia.

b) La oggettività del principio di causalità. Origine psicologica, formulazione filosofica, valore necessario e universale (1934). Dissertazione vincitrice del Concorso Internazionale ove presenta per la prima volta la dialettica della partecipazione come la chiave ermeneutica dell'originalità del Tomismo.

Vol. 2. Scritti giovanili II

La nozione metafisica di partecipazione (1937).

Tesi di laurea in Teologia difesa presso la Pontificia Università San Tommaso (Angelicum). Una pietra miliare nello sviluppo della sua ricerca fortemente ancorata all'essere che già gli conferisce un'originalità interpretativa di San Tommaso ed una posizione teoretica nuova nell'atmosfera della neoscolastica, della fenomenologia e dell'idealismo gentiliano allora imperante.

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Vol. 3. La nozione metafisica di partecipazione secondo San Tomaso d'Aquino (1939)

Prima pubblicazione di Fabro che segna la tappa iniziale o presa di posizione di Fabro riguardo alla filosofia del suo tempo; insiste nella rottura con il razionalismo della Scolastica e del tomismo corrente, mostrando l'originalità speculativa del tomismo nella sua genesi teoretica. <Indice>

Vol. 4. Neotomismo e suarezismo (1941)

Il volume raccoglie le due puntate di una replica ad una delle forme più vistose dell'antitomismo contemporaneo: il neosuarezismo. Fra tomismo e suarezismo c'è una battaglia di principi; sono posizioni irriducibili metafisicamente. Il lavoro, tanto per il metodo come per il contenuto, si scosta dagli schemi abituali in materia. Volendo cercare la genuina mente dell'Angelico, Fabro s'immerge, senza intermediari, nell'armonioso giro delle sue frasi e coglie dall'interno l'intima armonia dei suoi pensieri. <Indice>

Vol. 5. La Fenomenologia della percezione (1941)

L'intento di Fabro è quello di «riabilitare» le nozioni di fenomenologia e di percezione fondandosi sulla nozione metafisica di partecipazione. In tal modo egli perviene alla individuazione delle basi gnoseologico-percettive su cui poter poggiare la ricerca anche e perfino neuropsicologica in chiave spiritualistica, riaffermando o salvando il singolo esistente come unità sostanziale di anima e corpo. Fabro è persuaso che la Nuova Psicologia ha realizzato dei progressi innegabili che non è permesso di ignorare. <Indice>

Vol. 6. Percezione e Pensiero (1942)

Pur trattandosi di uno studio di psicologia sperimentale e di fenomenologia, Fabro non si allontana mai dalla sua vis speculativa e così mette a fuoco il rapporto tra fenomenologia e metafisica, delineando una fenomenologia della metafisica ma anche una metafisica della fenomenologia. Libro di estrema attualità per la tematica e la lungimiranza dell'impostazione. Nell'economia dello sviluppo del pensiero fabriano questi studi rappresentano la piattaforma di una metafisica esistenziale e personalistica. <Indice>

Vol. 7. Introduzione all'esistenzialismo (1943)

Scritto negli anni in cui la filosofia dell'esistenza penetrava un po' dappertutto discreta, sottile, fascinante. Ha il proposito di rintracciare, in forma sia pure elementare, il filo conduttore che svolge il tema dell'esistenza e di coglierne l'autentico volto nonostante, anzi attraverso, i contrasti e gli stessi fallimenti delle filosofie esistenziali. L'A. dichiara di essersi avvicinato ad esse con tutto l'impegno e con schietta simpatia, e di aver fatto del suo meglio per rilevare il promesso contatto con ciò che v'è di più intimo nell'essere del mondo e dell'uomo. <Indice>

Vol. 8. Problemi dell'esistenzialismo (1945)

Fabro denuncia la flessione della filosofia dell'esistenza che invece di seguire il programma di Kierkegaard per strappare all'uomo la maschera dell'ipocrisia e di stimolare l'anima a cercare Dio diventa piano piano filosofia di Scuola: teoria e sistema della finitezza terrestre e del destino inevitabile. Lo scopo è aiutare l'esistenzialismo a ritrovare la via stretta dei suoi inizi e tener fede al suo primo programma di umana sobrietà e religiosa sincerità. <Indice>

Vol. 9. Tra Kierkegaard e Marx. Per una definizione dell'esistenza (1952)

Questi saggi, scritti nell'immediato dopoguerra, volevano individuare soltanto alcuni punti di maggior pressione per un orientamento ideologico delle nuove correnti dell'esistenzialismo marxista e dell'esistenzialismo cristiano. L'interesse del confronto, sia pure ridotto ai momenti essenziali, è che Kierkegaard e Marx nella cultura contemporanea incarnano un'alternativa senz'ambiguità; l'interesse teoretico del confronto sta nel fatto che ambedue raggiungono le rispettive posizioni estreme antagoniste pur muovendosi dallo stesso problema. <Indice>

Vol. 10. Dio. Introduzione al problema teologico (1953)

La ricerca di Dio è il segno più autentico della vita dello spirito. L'ateismo, dopo l'avvento del Cristianesimo che ha elevato l'uomo a figlio adottivo di Dio, ha un significato teologico che non aveva nell'antichità, perché contiene il rifiuto della propria salvezza generosamente garantita ed offerta. L'agnosticismo, imperante nelle scuole della fine del secolo scorso, oggi è passato nella vita delle classi medie che aborriscono il materialismo dialettico marxista perché si teme la perdita dei privilegi acquisiti; e insieme non si ha l'animo di decidersi per una religiosità senza infingimenti, il cui posto è preso dalla cultura, dalla tecnica, dal «divertissement» dell'ora che fugge. <Indice>

Vol. 11. L'Assoluto nell'esistenzialismo (1954)

Le pagine di questo libro vogliono indicare l'itinerario essenziale della filosofia novissima rispetto all'Assoluto. Essa ha voluto sbarazzarsi a un tempo della pseudoteologia hegeliana e dell'autentica teologia kierkegaardiana. Nonostante questa esperienza negativa sorge continuamente dal profondo dell'Io disincantato il richiamo alla radice dell'essere perché l'uomo si metta nella situazione dell'apertura incondizionata verso l'Essere che non delude. <Indice>

Vol. 12. L'anima (1955)

Le riflessioni raccolte in questo volume non vogliono essere una completa analisi dell'uomo, ma soltanto chiarire i principi più elementari dell'essere dell'uomo. La peculiarità dell'essere umano che non può limitarsi ad essere un oggetto fra gli oggetti o alla funzione di soggetto per gli oggetti: in realtà l'essenza del nostro essere come spirito è precisamente la «libertà», e nella richiesta di apertura illimitata della libertà giace la possibilità stessa dell'itinerario per l'Assoluto. <Indice>

Vol. 13. Dall'essere all'esistente (1957)

L'Autore, ben noto come uno tra i più profondi studiosi e più acuti interpreti del pensiero esistenzialista, e in particolare di quello di Kierkegaard e di Heidegger, offre una segnaletica di orientamento per intraprendere il cammino della libertà per la verità nel mondo d'oggi. Fabro, procedendo con S. Tommaso, con l'esse ut actus essendi, perviene al dialogo con il Sein heideggeriano, alla sua concezione dell'atto... verso la libertà come prius assoluto esistenziale, per un autentico rapporto ragione-fede, uomo-Dio, come di persona a Persona, libere. In questo studio evidenzia che le più valide tesi di Kierkegaard sul singolo convergono sostanzialmente col tomismo essenziale. <Indice>

Vol. 14. Profili di Santi (1957)

Raccolta di una decina di scritti commemorativi apparsi nella rivista vaticana «Ecclesia», pubblicati insieme con qualche lieve ritocco, legati unicamente dal filo luminoso della divina grazia ch'è potente nei deboli. Specialmente belli e freschi gli scritti su Edith Stein (uccisa pochi anni prima), Maria Goretti, la «Povera Gemma», ecc. <Indice>

Vol. 15. Vangeli delle domeniche (1959)

Queste riflessioni sul Santo Vangelo furono lette nella maggior parte, alla Radio italiana (Programma nazionale) negli anni 1954-55. Secondo l'A. si tratta di poca e povera cosa, per lo più improvvisata e grezza senza alcun ricorso alle risorse della tecnica e dell'acribia scientifica di cui sono fornite altre ben più valide esposizioni contemporanee del Sacro Testo. Questo testo è stato qui visto e letto nella povertà e desolazione di spirito del nostro tempo, quasi in forma di colloquio con i dubbiosi, i tribolati, gli sperduti in un mondo che promette progresso e lascia il cuore sempre più in pena e lo spirito senza bussola. Sono omelie che poggiano sulla roccia della metafisica e sottendono una teologia come sacra doctrina. <Indice>

Vol. 16. Breve introduzione al tomismo (1960)

L'A. ha cercato di tracciare un itinerario essenziale di San Tommaso e la sua opera, come guida per i giovani che si apprestano a penetrare per proprio conto il significato e la struttura interiore della speculazione tomistica. S'insiste nella novità e radicalità del suo indirizzo, mostrando di volta in volta le fonti e i problemi che hanno ispirato l'alta mente dell'Aquinate per operare quell'incontro di ragione e fede, di pensiero classico e verità cristiana, da cui la Chiesa ha attinto spesso le formule del proprio magistero di universale salvezza. <Indice>

Vol. 17. Georg W. F. Hegel: La dialettica (1960)

Fabro osserva come l'importanza di Hegel nel campo filosofico e teologico era in continuo aumento. Ciò che Aristotele ha significato nella antichità e S. Tommaso nel Medio Evo per la risoluzione della problematica del loro tempo, questo Hegel rappresenta nell'età moderna. La presentazione che Fabro fa di Hegel e della sua dialettica occupa una terza parte del libro. Dopo di che segue una Antologia di testi scelti e tradotti dallo stesso Fabro allo scopo di mettere a fuoco i momenti più decisivi ed i passaggi più ardui di tale dialettica, non per isolarli ma per prospettarli nel nerbo del loro procedere grazie al quale essi si rapportano al pensiero precedente e si continuano in quello nostro contemporaneo. <Indice>

Vol. 18. Participation et causalité selon S. Thomas D'Aquin (1961)

Il volume presenta il Corso di Visiting Professor all'Università di Lovanio nell'autunno-inverno 1954. È una seconda tappa che, maturata in un ventennio di nuove ricerche e riflessioni confrontava il fondamento del nuovo orizzonte tomistico della partecipazione con le istanze di fondo del pensiero moderno e contemporaneo: nulla forse, meglio delle ricerche di Heidegger, può oggi richiamare al ripensamento dell'originalità speculativa dell'esse tomistico ed alla sua fecondità per l'approfondimento dell'originalità dell'essere e dell'uomo nel suo rapporto all'Assoluto. <Indice>

Vol. 19. Partecipazione e Causalità (1961)

Quasi contemporaneamente al testo in francese, esce la versione in italiano. Quest'opera è stata definita una Filosofia della Storia della Filosofia. In essa Fabro illumina una novità teoretica rivoluzionaria: il pieno superamento della dottrina aristotelica compiuto da S. Tommaso mediante la scoperta dell'esse come atto metafisico primo-ultimo, emergente, in grado di capovolgere l'indirizzo di tutto il pensiero occidentale: antico-moderno-contemporaneo e di giustificare speculativamente la creazione. <Indice>

Vol. 20. Feuerbach-Marx-Engels. Materialismo dialettico e materialismo storico (1962)

Questo volume ha uno scopo ben preciso, ch'è quello d'introdurre alla comprensione diretta della «dialettica» marxistica com'essa si trova nelle sue fonti che sono Hegel, Feuerbach e Marx per attingere il significato originario e cogliere i momenti cruciali della sua problematica; ecco perché l'A. ha scelto testi fortemente teoretici ma meno conosciuti, soprattutto del primo Marx. L'antologia di testi scelti e tradotti da Fabro è preceduta da una profonda introduzione di oltre cento pagine dove l'A. mostra la convinzione – e dà volentieri atto a Feuerbach e a Marx –, che l'esito nel senso di conclusione essenziale o essenzializzazione del principio moderno della coscienza è, e non può essere, che l'ateismo. <Indice>

Vol. 21. Introduzione all'ateismo moderno (1964)

Un lavoro colossale, sistematico e documentatissimo che può ben considerarsi, come è stato detto in più occasioni, un'Enciclopedia dell'Ateismo, una Storia speculativa della Filosofia. L'intera opera è un'analisi e quindi una difesa della libertà che nella sua dinamica profonda cerca l'emancipazione radicale dal finito e dal rischio di sprofondare nel nulla. Questa storia in filigrana del pensiero moderno svela l'Itinerario essenziale del Nulla insito nel cogito cartesiano che porta forzosamente all'ateismo.

L'incontro puntuale con i pensatori moderni e contemporanei ha fatto sì che quest'opera sia stata molto ricercata, divenendo «la più saccheggiata da amici e soprattutto da nemici», come soleva dire Fabro. <Indice>

Vol. 22. L'uomo e il rischio di Dio (1967)

Questo studio continua la tematica del volume Dio. Introduzione al problema teologico e del saggio Il problema di Dio. Secondo il Fabro la ricerca di Dio è il segno più autentico della vita dello spirito perché rispetto a Dio ogni epoca della storia dell'umanità, le singole civiltà e le stesse coscienze singole si specchiano nella misura del proprio rapporto all'Assoluto... Il problema di Dio è il problema essenziale dell'uomo essenziale, dal quale ogni altro problema dell'esistenza prende l'ultima chiarezza (l'etica, il diritto, l'economia...). <Indice>

Vol. 23. Esegesi tomistica (1969)

Questo volume raccoglie XIV Saggi scritti nell'arco di un trentennio; essi precedono ed integrano l'analisi fatta in La nozione metafisica di partecipazione. Essi dovrebbero indicare le linee maestre dell'itinerario che Fabro ha tentato di mostrare nelle due opere sulla partecipazione per attuare quella radicalizzazione del tomismo che ne esprima l'istanza teoretica al suo livello autentico di pensiero essenziale. <Indice>

Vol. 24. Tomismo e Pensiero moderno (1969)

Fabro ha cercato di delineare e decantare il lungo e mai concluso cammino nel rinnovarsi delle sue istanze e nel sorgere di nuove prospettive del tomismo essenziale. Nei suoi XVI Saggi (nell'arco di un trentennio) mira soprattutto all'attuazione-trasposizione del principio tomistico dello esse all'interno dell'esigenza heideggeriana della trascendentalità del Sein come atto. I saggi presenti furono definiti da Fabro «esplicativi ed integrativi» del volume Partecipazione e Causalità. La scelta di San Tommaso non ha carattere personale o confessionale, ma universale e trascendentale, perché vuole essere l'espressione più vigorosa delle possibilità della ragione nei suoi compiti verso la fondazione della scienza e della fede. <Indice>

Vol. 25. La svolta antropologica di Karl Rahner (1974)

Questo saggio contesta nel suo punto di partenza e fondamento l'opera del teologo più letto e seguito dalle giovani leve della teologia cattolica dell'epoca post-conciliare. Nella sua opera giudicata da tutti rivoluzione copernicana in Teologia, Rahner fa la dichiarazione sorprendente di voler procedere nell'analisi della dottrina tomistica senza curarsi delle sue dipendenze storiche (Platone, Aristotele, Agostino...): lo studio del Fabro dimostra che Rahner ha per di più travisato sistematicamente i testi tomistici e travisato i contesti capovolgendone il senso. <Indice>

Vol. 26. L'avventura della teologia progressista (1974)

In questo libro Fabro dimostra come la teologia contemporanea sta attraversando una crisi profonda; essa ha un carattere diverso dallo stesso modernismo condannato dalla Pascendi poiché rivendica la priorità dell'esperienza soggettiva religiosa sull'affermazione oggettiva del dogma, delle scienze umane sulla scientia sacra. Ma questo anche spiega o almeno fa sospettare che questi fautori dell'ultima teologia stiano in realtà per diventare i «fossori» della sacra doctrina che è la teologia tout court. <Indice>

Vol. 27. L'essenza del cristianesimo. Ludwig Feuerbach (1977)

Feuerbach è la figura-chiave nel passaggio da Hegel a Marx. A lui s'ispira Marx per proclamare l'ateismo radicale. La chiave d'interpretazione secondo Marx, è l'amore dell'uomo per l'uomo perché l'uomo è il «dio» dell'uomo. Ma la ricchezza e importanza delle analisi di L'essenza del Cristianesimo va molto al di là delle motivazioni del materialismo ateo marxistico: essa ha fatto la reductio ad fundamentum di più di due secoli del pensiero moderno mettendo allo scoperto la sua essenza nichilista. L'essenza del Cristianesimo è una pietra miliare del pensiero occidentale sia per la critica della dialettica hegeliana a cui si contrappone, sia per la ricerca e determinazione del dinamismo della coscienza religiosa, dei suoi dogmi e delle sue manifestazioni fondamentali: un campo di analisi particolarmente attuale oggi che gran parte perfino della teologia cattolica lavora e scrive sotto l'ombrello del principio feuerbachiano che «il segreto della teologia è l'Antropologia». L'essenza del Cristianesimo è l'opera che sta al vertice dell'ultima incredulità dell'uomo moderno. <Indice>

Vol. 28. Søren Kierkegaard. Il problema della Fede (1978)

Fabro traduce diversi testi di Kierkegaard per metterci di fronte all’unico tema della sua infinita scorribanda letteraria: la verità che salva. Kierkegaard ha davanti a sé una filosofia atea, l’idealismo hegeliano, che si spacciava per l’interpretazione autentica della religione cristiana. L’opera di pensiero di Kierkegaard è nella diagnosi di questa apostasia e nell’indicazione dei rimedi per sfuggire all’incombente fallimento o tramonto di tutta la civiltà dell’Occidente che ormai per salvarsi non può avere che un nome: Cristianesimo, ovvero – come Kierkegaard precisa – «Cristianesimo del Nuovo Testamento». <Indice>

Vol. 29. La trappola del compromesso storico (Da Togliatti a Berlinguer) (1979)

Le osservazioni di Fabro in questo volume sono un richiamo o allarme di cautela in un momento storico in cui il problema del «dialogo» fra comunismo e cristianesimo era entrato nel suo punto critico. Il dialogo in atto fra comunisti e cattolici era partito da una cattiva interpretazione di un ben noto passo della Pacem in terris di San Giovanni XXIII, ripreso poi da Paolo VI nella Ecclesiam suam. È un fatto che merita un’attenta considerazione e acute distinzioni, specialmente quando dal campo dei principi dove non si possono né si devono tollerare confusioni o compromessi, si passa sul piano della pratica ossia nel contatto diretto con gli uomini. <Indice>

Vol. 30. La preghiera nel pensiero moderno (1979)

Quest'opera di appassionata e profonda ricerca filosofica ha impegnato l'Autore per decenni: non a caso la chiamava «l'opera di tutta una vita». In essa si coglie il cominciamento metafisico ch'è un atto di libertà verso la verità che salva. L'A. è convinto che anche nella filosofia moderna esistono episodi e prospettive di «preesistenza» o nostalgia autentica dell'Iddio... che possono giustificare una ricerca positiva non inutile sulla preghiera anche nell'ambito della filosofia dell'immanenza. Nella nostra epoca in cui, scomparsa la preghiera dell'uomo a Dio, è subentrata la minaccia dell'uomo all'uomo, il tema della preghiera torna di attualità oggi e sempre, come il richiamo antico dopo il lungo, penoso e insopportabile esilio. Tutte le citazioni degli autori moderni (e non), brevi o lunghe sono state tradotte dall'originale delle singole opere, alcune per la prima volta, data la curiosità speculativa intrigante del Fabro. <Indice>

Vol. 31. L'alienazione dell'occidente.  (Osservazioni sul pensiero di Emanuele Severino) (1981)

Questa pubblicazione riproduce nei primi tre capitoli il rapporto (all'epoca inedito, era il 1969) richiesto dalla Congregazione della Fede circa l'ortodossia cristiana degli scritti di E. Severino allora docente alla Cattolica di Milano; gli ultimi due capitoli prendono in esame la docenza veneziana di Severino. Il 23.1.1970 Severino scrive a Fabro una densa lettera ove, tra l'altro, dice: «Ho letto il più ampio dei tre "Voti" (non firmati) con estremo interesse e mi sono trovato di fronte alla comprensione più penetrante e più "concreta" del mio lavoro». <Indice>

Vol. 32. Momenti dello spirito I (1983)

Si tratta di una raccolta di 54 saggi alcuni già pubblicati e altri inediti. Fabro prediligeva il titolo Angoli dello spirito. Il contenuto di natura spirituale, edificante, estetica, descrive «impressioni esistenziali», come dice lo stesso autore, «raccoglie sparsi e occasionali momenti dello spirito: brevi indugi nell'affanno della vita quotidiana, umili pause con i temi e i protagonisti dell'ansia delle ore e dei giorni. Sollecitati di volta in volta da eventi e circostanze casuali, questi scrittarelli – che abbracciano quasi una trentina d'anni – accennano a qualche timido volo dell'anima, quasi di un protrettico cristiano per l'uomo contemporaneo. Non quindi dialoghi di solenne bardatura, ma neppure soliloqui di fuga solipsistica: bensì un tentativo di colloquio, attraverso le steppe della vita, con l'Amico invisibile che ti cammina accanto, un breve indugio nel tempo che t'incalza nell'intimo e ti strugge con il suo interrogare infinito». <Indice>

Vol. 33. Momenti dello spirito II (1983)

Anche questo secondo volume indugia, spesso per poco quasi come un lampo, su eventi che ti hanno sorpreso, su persone che hai scoperto, su momenti che ti hanno donato un segno di conforto nella memoria essenziale. E lì nella breve fessura del tempo, che ti stimola, l'anima può avvertire la presenza dell'eterno non come conquista o possesso, ma piuttosto come l'orizzonte verso il quale conduce l'ultima luce del giorno.

Per la sensibilità quasi musicale di questi oltre 50 scritti, tali da farli sconfinare nel più puro lirismo, Fabro potrebbe essere annoverato tra gli autori più rappresentativi della letteratura italiana. Quest'opera si potrebbe considerare un Diario dell'anima pur non essendo tale la finalità intrinseca e quindi l'intenzione dell'Autore. <Indice>

Vol. 34. Introduzione a San Tommaso. La metafisica tomista & il pensiero moderno (1983)

Riprende lo studio Breve introduzione al tomismo aggiungendo altri capitoli e XXXV Tesi di metafisica. Nella seconda edizione (1997) l'editore include la prolusione su San Tommaso maestro di libertà, XIX Tesi di Morale e XV Tesi di Filosofia della Natura. <Indice>

Vol. 35. Riflessioni sulla libertà (1983)

La presente opera è una raccolta di alcuni fra i tanti articoli che durante la sua vita di studioso Fabro ha dedicato all'argomento sempre aperto e mai chiuso di quel supplementum animae che è appunto la libertà. A questi articoli il Nostro antepone una bellissima «premessa» scritta appositamente per la prima edizione: «il Singolo è capace di vincere ogni ostacolo e di spezzare ogni vincolo: purché l'uomo lo voglia. Volerlo però non è compito della filosofia, bensì del rischio per la scelta che non si fa con suono di parole né con alchimia di concetti, ma con sacrificio (Opfer, direbbe Heidegger) di amore e impeto di azione». <Indice>

Vol. 36. Gemma Galgani. Testimone del soprannaturale (1987)

Non si tratta di un'altra biografia di S. Gemma, ma di un'analisi esistenziale del profondo condotta sul triplice fondamento filosofico-teologico-psicologico, capisaldi della filosofia di Fabro; non usiamo il termine psicanalisi per non equivocare, ma è certo che Fabro con «amore e riverenza» scruta e indaga la composita personalità della Galgani e conia l'espressione «normalità supernormale» confutando con dovizia di analisi la diagnosi «nevrotica» di qualche medico. Lo studioso di Hegel, di Marx, di Heidegger, del pensiero moderno, ci ha dato un genere di agiografia in sintonia con la sensibilità moderna: il coinvolgimento nei dinamismi dell'anima, una biografia letta dal di dentro, di una mistica poco studiata che è una delle più grandi mistiche di tutti i tempi. <Indice>

Vol. 37. L'enigma Rosmini (1988)

Lo studio fu commissionato a Fabro dal Papa Paolo VI negli anni ‘70. Una commissione competente esaminato il lavoro lo approvò non solo senza riserve ma con elogio, e chi era direttamente responsabile così si espresse: «Questa è l'ultima parola sul processo Rosmini». Dopo aver studiato la massa dei documenti, Fabro continuò le sue ricerche con la lettura dell'Epistolario, lo studio della Logica e della monumentale Teosofia, postuma. Non è difficile immaginare l'asperità del lavoro; l'autore dichiara che la fatica fu improba a causa dello stato del materiale: ben 32 pacchi di documenti (a stampa e manoscritti) che sembravano ancora intatti, i libri tutti intonsi. La ricerca si fonda su questo materiale per lo più inedito, motivo per cui il libro andrebbe studiato a fondo. <Indice>

Vol. 38. Le prove dell'esistenza di Dio (1989)

La ricerca di Dio è il segno più autentico della vita dello spirito perché rispetto a Dio ogni epoca della storia, le diverse civiltà e le stesse coscienze singole si specchiano come nella misura assoluta del proprio rapporto alla Verità. Il problema di Dio per la sua centralità è il «problema essenziale dell'uomo essenziale» e per la sua universalità il «problema dell'uomo comune». Fabro dimostra come lungo la storia del pensiero, fra le oscillazioni dei filosofi sulla presenza e assenza di Dio, c'è stato sempre il bisogno di far capo all'evidenza di una salda certezza, primo passo della persona per rendersi e arrendersi al primo Principio. <Indice>

II Parte. Scritti pubblicati: contributi, articoli e recensioni

Nell'arco che va dal 1934 al 1994 Fabro pubblicò 38 libri, ciò che fa di lui uno scrittore con una media superiore a un libro ogni due anni. Ma la sua produzione letteraria viene quasi raddoppiata quando si considerano i suoi contributi in diverse opere in collaborazione (circa venti), le voci per Dizionari, per Enciclopedie italiane ed estere (per la sola Enciclopedia Cattolica scrive 113 voci), gli articoli su riviste, giornali, periodici (quasi novecento); le recensioni (centinaia), ecc. Tutti questi scritti sono raccolti in questa seconda sessione.

Per primo pubblichiamo sei contributi maggiori e poi dieci volumi con tutti gli articoli e recensioni seguendo un ordine cronologico.

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Vol. 39. Enciclopedia Cattolica (1948)

Fabro collabora fin dall'inizio con l'Enciclopedia della Sansoni. Dal volume I al volume XII sono 113 le voci da lui scritte. Particolarmente importanti sono gli articoli sull'anima, sulla percezione, sull'ateismo, su Hegel e la filosofia dell'immanenza, e su San Tommaso e la Scolastica. Questi due ultimi possono essere considerati un primo abbozzo di Breve introduzione a San Tommaso e Introduzione a San Tommaso.

Vol. 40. L'uomo e il problema di Dio. L'idea di Dio nella storia della filosofia (1950)

Due collaborazioni di Fabro per la collana Dio nella ricerca umana di Coletti che evidenziano il rapporto ed il nesso di una ricerca comparata che si espande dalla Scienza, alla Filosofia, e alla Teologia. Il problema di Dio, dice Fabro, è l'argomento che ha per dimensioni la storia intera dell'umanità e gli abissi dell'umana libertà: le sue dinamiche si muovono in tutte le direzioni.

Vol. 41. La storiografia nel pensiero cristiano (1953)

Studio pubblicato  nella «Grande Antologia filosofica» di Marzorati. Ha lo scopo di mostrare come la storia universale è «storia sacra». Il Cristianesimo si presenta come il «regno di Dio» sulla terra in cammino verso l'eternità: esso inserisce il tempo all'eternità e in questo senso sottrae la storia ad ogni considerazione finita.

Per il cristiano la tensione che tiene in movimento la storia può presentare aspetti multiformi e le lotte ch'essa scatena possono rivestire gli interessi più vari: politici, economici, culturali, nazionalistici o razziali... Ma tutto ciò non costituisce che il guscio esterno, non il nucleo da cui si sprigionano le proteste e le forze stesse che scatenano quelle contese. Il movente primo di ogni lotta o controversia politica è essenzialmente teologico.

Vol. 42. La filosofia contemporanea (1954)

Cornelio Fabro è il curatore della «Storia della filosofia» di Coletti Editore. È la prima storia della filosofia – un compendio di storia – che esce in Italia in collaborazione. Così come ogni epoca della filosofia, anche ciascuna sezione del presente volume intende aprire una finestra sul mondo dello spirito per seguire con appassionata e vigile simpatia lo sviluppo del cammino più arduo ed insieme più decisivo, in merito al significato dell'essere e del destino dell'uomo, qual è precisamente la storia del puro pensiero. La filosofia non si può risolvere nella storia della filosofia, ma non si può filosofare sull'essere senza inserire la problematica dell'essere nel suo molteplice e vario articolarsi del divenire dello spirito umano. Fabro ha scritto la Parte Quinta che corrisponde alla Filosofia contemporanea.

Vol. 43. Voci per Enciclopedie e Dizionari (1952-1981)

Quaranta voci in diverse lingue nelle più prestigiose enciclopedie italiane ed estere.

Enciclopedia medica della Sansoni (Firenze 1952); Enciclopedia Filosofica della Sansoni (Firenze 1957 ss.); The New Catholic Encyclopedia (Washington 1966); Encyclopédie de l'Athéisme (Paris 1970) Sowietsystem und demokratische Gesellschaft (Freiburg i. Br. 1969); Grande Enciclopedia Rialp (Madrid 1971-76); Dictionnaire de Théologie catholique (Gentilly 1972); Encyclopedia Britannica (1974); Dizionario Enciclopedico di Spiritualità (Roma 1975 ss.); Bibliotheca Kierkegaardiana (Copenaghen, 1980-81).

Vol. 44. Appunti di un itinerario. Ringraziamento: L'intesa e l'attesa (1984)

Si trovano in una raccolta di contributi e articoli chiesti dai docenti dell'Università di Perugia nel volume Essere e libertà. Studi in onore di Cornelio Fabro, dedicato a Cornelio Fabro in occasione del compimento del settantesimo anno di età. Questi due scritti mostrano le direzioni fondamentali della ricerca di Fabro durante mezzo secolo: l'approfondimento della nozione metafisica di partecipazione; la determinazione dell'essenza metafisica del principio moderno d'immanenza come «ateismo radicale»; e il recupero del realismo classico-cristiano nell'esistenzialismo metafisico di Kierkegaard contro l'antropologismo ateo dell'immanenza moderna.

Aggiungiamo nel nostro volume il Prologo Fenomenologico che rappresenta una quarta direzione metafisica, scritto nel 1987, ormai in ritardo per farlo rientrare negli Appunti di un itinerario.

Vols. 45 to 55. Articoli e recensioni.

Saranno pubblicati seguendo un ordine cronologico cominciando dal volume 44 e si prevede un totale di dieci volumi. Nella ricostruzione della Bibliografia di C. Fabro ha lavorato per tanti anni Sr. Rosa Goglia. Recentemente ha pubblicato l'ultimo aggiornamento nel suo libro La novità metafisica in Cornelio Fabro (2004) e ricompone circa l'85% dei titoli della vasta produzione dell'autore.

III Parte. Opere non pubblicate: dispense dei corsi

Fabro ha svolto una feconda e lunga attività docente sia in diverse Università Pontificie che Università statali. Dai corsi, ci sono rimasti non poche dispense: parecchie sono le dispense personali e altre prodotte dal lavoro degli studenti ma corrette da Fabro. Conserviamo anche più di 1150 ore di registrazione dei suoi corsi universitari che accompagneranno le Opere Complete nella tecnologia corrispondente.

Nel presente catalogo offriamo soltanto a titolo illustrativo un elenco dei corsi indicando l'anno accademico e l'Università.

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Studentato Internazionale Bertoni (Verona)

Biologia (1935-36)
Cosmologia (1935-36)
Psicologia razionale (1935-36)

Pontificia Università Lateranense (Roma)

Biologia-Metaphysica. Relazione tra filosofia e scienze biologiche (1936-37)
Biologia-Metaphysica (1937-38)
Biologia; Metaphysica generalis et specialis (1938-39)
Biologia. Relazioni tra filosofia e scienze biologiche (1940-41)
Metaphysica: introductio in S. Thoma (1959-60)
Metaphysica (1960-70)
Filosofia della religione  (1970-73)

Pontificia Università Urbaniana (Roma)

Biologia-Metaphysica (1937-38)
Metaphysica  rationalis (1939-40)
Metaphysica generalis et specialis (1940-47)
Psicologia razionale (1941-42)
Philosophia Religionis (1947-56)
Metaphysicae prima elementa, t. I (1947-48)
Metaphysicae prima elementa, t. II (1948-49)
Philosophia Religionis. Psycologia Religionis (1948-49)
Metaphysica (1953-55)
Philosophia Religionis (1953-56)
Historia Philosophiae modernae (1958-59)
Introduzione all'ateismo moderno (1960-61)
De Historia Atheismi (1961-62)
Introductio in atheismum modernum (1962-64)
Cursus Juridicus: de atheismo marxistico (1964-65)
Introductio in atheismum modernum (1965-76)
Q.Q. ex Atheismo marxistico (1976-77)

Università “La Sapienza” (Roma)

Il problema dell'esistenza nella dialettica hegeliana (1949-50: corso pareggiato di filosofia teoretica)

Magistero “Maria SS. Assunta” (Roma)

I principi dell'essere (1952-53)
Il problema di Dio (1953-54)
Il problema dell'anima (1954-55)
Il problema dell'essere (1955-56)
I principi dell'essere (1958-59)
Dio e l'uomo (1959-60)
L'assoluto nella filosofia (1960-61)
Essere e agire (1961-62)
Libertà e pensiero nell'uomo (1962-63)
Essere e pensiero (1963-64)
L'essere e la causalità (1964-65)
Il problema della libertà (1965-66)
Corsi di specializzazione (1982-83)

Magistero dell'Università di Perugia

Storia della Filosofia (1965-66)
Essere e verità (1965-66)
La crisi della ragione nel pensiero moderno (1966-67)
Il problema della libertà nell'esistenzialismo (1968-69)

Università di Perugia

Essere e verità. Il ritorno al fondamento (1966-67)
Essere e libertà (1967-68)
Hegel e Marx (1968-69)
La libertà in Hegel (1969-70)
L'uomo e la filosofia (1970-71)
Esperienza, scienza e filosofia (1971-72)
Libertà e storia (1972-73)
I fondamenti esistenziali della libertà (1973-74)
Tempo e storia (1974-75)
L'io e la storia (1975-76)
L'io e la società in Feuerbach (1976-77)
Ideologia e libertà nel pensiero moderno (1977-78)
Analisi esistenziale della vita quotidiana: Essere nel mondo (1978-79)
Analisi esistenziale della vita quotidiana: Essere nel corpo (1979-80)
Analisi esistenziale della vita quotidiana: Essere nell'io (1980-81)
L'emergenza dell'essere in S. Tommaso (1981-82)
Necessità e libertà in S. Tommaso (1982-83)

Notre Dame University (Indiana - USA)

Principio d'immanenza e genesi dell'ateismo (1956)

Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano)

Istituzioni di Filosofia (1956-57)
Essere ed esistenza in Hegel (1957-58)

Istituto Luigi Sturzo (Roma)

Introduzione alla Filosofia (1969-70)

Pontificia Università “Angelicum” (Roma)

Corsi di specializzazione (1982-83)

IV Parte. Opere non pubblicate e libri postumi

Fabro ha lasciato non poco materiale inedito. Alcuni di questi scritti furono già pubblicati ma rimangono testi, aforismi, annotazioni personali, note e indicazioni, lettere varie, ecc., da pubblicare. Qui diamo soltanto l'elenco dei libri postumi.

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Santa Gemma Galgani, Breviario d'amore – alla luce e all'ombra della Croce. Raccolta antologica di P. Cornelio Fabro (1999)
Editoriale Eco (Monastero-Santuario «Santa Gemma», Lucca), pp. 400.

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Il libro dell'esistenza e della libertà vagabonda (2000)
(a cura di E. Morandi, G. M. Pizzuti, R. Goglia),  Piemme I, Casale Monferrato, pp. 344.

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Commento al Pater Noster (2002)
(a cura di Marcelo Sánchez Sorondo, presentazione di Abelardo Lobato OP.)
Extra Serie 2, Pontificia Accademia di S. Tommaso d'Aquino, Tipografia Vaticana, pp. 104.

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La prima riforma della dialettica hegeliana (2004)
(a cura di Christian Ferraro)
Edivi, Tipografia Città Nuova, pp. 256.

Supplemento: Traduzioni

La sua opera come traduttore comincia nel decennio del ‘40. Avvenne in occasione dell'incontro con Kierkegaard che lo fece immergere «in un lavoro che diventava sempre più impegnativo ed affascinante» e che lo «aiutò più di qualsiasi altra cosa a sopportare gli enormi disagi della guerra». Se San Tommaso lo «ha liberato per sempre dai formalismi e dalle vuotaggini delle controversie scolastiche», l'esistenzialismo cristiano di Kierkegaard lo «ha liberato dal complesso d'inferiorità verso il pensiero o, più esattamente, verso la baraonda dei sistemi a getto continuo della filosofia moderna e contemporanea» aiutandolo a scoprire «il loro sottofondo antiumano prima che anticristiano».

Certamente la traduzione kierkegaardiana di Fabro è efficace, scintillante, di rara penetrazione comunicativa. Ma c'è un altro aspetto che trasforma le traduzioni (senza creare confusioni) in una produzione schiettamente fabriana: sono le corpose, appassionate, erudite Introduzioni alle opere tradotte, nonché le Note – vere finestre sul mondo della cultura e delle vicende umane, cui si aggiungano ancora gli Indici sistematici.

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1. Diario (1948-51)

Dall'edizione integrale danese in 20 voll. (1909-1948) Fabro ha curato la versione italiana del Diario – la più ampia nel mondo – traducendo direttamente i testi dall'originale. Quest'opera, com'è nel suo stile, è corredata di una lunga Introduzione, del Indice e di Note informative.

Fabro è convinto che non si può prescindere dal Diario se si vuol conoscere Kierkegaard: «Al Diario o Journal Kierkegaard ha dedicato le cure di tutta una vita: è stato la sua creatura prediletta... Incominciato sui 21 anni, fu interrotto pochi giorni prima che si abbattesse al suolo, consunto dall'incendio interiore ... Se c'è una chiave dell'opera kierkegaardiana o dessa è il Diario o non ve n'è alcuna».

2. Il concetto dell'angoscia.  La malattia mortale (1953)

Scrive Fabro nell'Avvertenza: «I due Saggi che qui si presentano uniti, trattano del peccato e stanno come due punti focali nel turbinoso itinerario del pensiero kierkegaardiano»; essi sono «certamente i più rappresentativi della sua opera ai quali egli deve la maggior parte della sua postuma celebrità».

3. Briciole di filosofia e Postilla conclusiva non scientifica (1962)

Secondo Fabro «le Briciole di filosofia e soprattutto la grande Postilla, ch'è seguita subito alle medesime Briciole, sono certamente – malgrado l'importanza eccezionale che ad esse annetteva l'autore – fra le opere meno conosciute del grande danese, soprattutto in Italia: questo è dovuto forse – oltre al fatto ch'esse finora mancavano nella nostra lingua – al procedere serrato delle medesime, all'insistere ch'esse fanno su alcuni punti più impegnativi della coscienza europea, dopo la morte di Hegel, i quali precisamente per la loro radicalità e spregiudicatezza hanno spesso avuto l'effetto di spingere a parare il colpo con la tattica d'ignorarlo».

Le due opere sono una protesta «contro il tempo»; esse gridano a voce spiegata il fallimento della cultura occidentale e il tradimento dell'essenza stessa dell'uomo compiuta dal principio moderno dell'immanenza.

4. Esercizio del Cristianesimo (1971)

Osserva Fabro che Esercizio  del Cristianesimo è come l'ultima tappa pubblica del titanico sforzo di Kierkegaard nella ricerca della «verità che salva». In essa campeggia da principio e domina fino in fondo la mite e forte figura di Cristo. L'opera, a differenza delle precedenti, ha avuto un'elaborazione faticosa, non scevra di incertezze in ogni punto: eppure, nella sua forma attuale, essa balza fuori come un autentico miracolo per l'armonia e la corrispondenza delle parti, come forse nessun altro dei suoi scritti.

Esaminando Esercizio del cristianesimo rileviamo che L'Appendice III, La neutralità armata, conservata nei Papirer del 1849 è stata tradotta, in assoluto, per la prima volta.

5. Vangelo delle sofferenze (1971)

L'Introduzione in cui si evidenzia l'importanza centrale della produzione edificante, contiene appropriate specificazioni ed è ricca di spiegazioni e di confronti, come sempre. Ampio spazio è riservato alla differenza fra il genio e l'apostolo, ovvero all'essenza del fondamento dell'autorità nella presentazione del cristianesimo.

6. Opere (1972)

Introduce Fabro: «Chiunque si risolve ad avvicinare direttamente i testi originali della produzione kierkegaardiana avverte subito che si tratta qui di un'attività letteraria di un tipo singolare che non trova riscontro in nessuna letteratura, si tratta di un giro di pensiero che elude gli schemi di qualsiasi scuola filosofica o teologica: è un'impressione di sgomento come di fronte ad una montagna irta ed impervia senza sentieri o nel turbinare di una tempesta dove sembra venga a mancare ogni punto di riferimento».

Il volume delle Opere raccoglie dieci scritti di Kierkegaard, suddivisi in quattro parti.

Parte prima: Il ciclo estetico-etico

a) Aut - Aut (Dalle Carte di A) 

Una serie scintillante di aforismi e riflessioni geniali e paradossali che annunziano in forma sparsa la tematica di dispersione e di approfondimento dell'esistenza a cui portava la sua malinconia.

b) Timore e Tremore

Capolavoro della produzione estetica o «ciclo di Regina»; qui si coglie la confutazione patente della pretesa della filosofia hegeliana di assorbire la libertà del Singolo nelle regole etiche generali.

Parte seconda: Intermezzo filosofico

a) Il concetto dell'angoscia

Osserva Fabro che in questa opera Kierkegaard da inizio alla molla della riflessione speculativa filosofica e teologica, che diventa sempre più orientata sulla religiosità autentica ch'è il messaggio cristiano di salvezza. Qui si parla dell'angoscia riportandola al suo fondamento ch'è l'attrazione del nulla, così ch'essa diventa il presupposto del peccato originale. È un testo arduo ed affascinante, ma ancora oscillante e vago nei suoi riferimenti teologici.

b) Il Dittico di Johannes Climacus comprende Le Briciole e la Postilla

Briciole di filosofia. In quest'opera Jo. Climacus pone chiaramente la superiorità del cristiano sulla posizione di Socrate (qui il Maestro non è semplicemente maestro ma Salvatore e Redentore) e l'antitesi radicale del Cristianesimo col pensiero moderno (qui il punto d'incontro dell'uomo con Dio è il «momento» della libera decisione della «fede»). L'incarnazione è il paradosso assoluto di Dio che diventa, ossia comincia ad essere nel tempo ed esige dall'uomo un rapporto di fede che si esprime nella «contemporaneità».

Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole di filosofia: esce a distanza di due anni (1846) e può considerarsi l'Opus maximum di Kierkegaard come critico al pensiero moderno. Si può dire che mentre le Briciole trattano del problema formale oggettivo, la Postilla espone il problema reale soggettivo. Jo. Climacus non si professa cristiano, ma nelle sue riflessioni il problema del cristianesimo e dell'esistenza cristiana è posto nella sua originalità sia come antitesi all'ateismo moderno sia come distinzione della religione rivelata da quella naturale di Socrate.

Esso è l'unico scritto, dice Fabro, che possa competere con la Wissenschaft der Logik di Hegel.

Parte terza: Il Dittico di Anti-Climacus o del Cristianesimo

Anti-Climacus è lo pseudonimo che incarna un cristiano eminente e straordinario. A lui attribuisce La malattia mortale e Esercizio del Cristianesimo, i due capolavori di cristologia kierkegaardiana che possono figurare fra i testi classici della letteratura cristiana di tutti i tempi.

a) La malattia mortale

Mentre in Il concetto dell'angoscia i problemi oscillano nella tensione fra i principi del dogma e l'esperienza psicologica diretta e appena abbozzata, nella Malattia mortale il peccato è subito afferrato dall'interno del ritmo della libertà ch'è la realtà dello «io» (Selvet). Libertà che si dipana come «libertà di fronte a Dio» (ovvero «io teologico» che sta agli antipodi del moralismo trascendentale di Kant), e «libertà di fronte a Cristo» («io cristologico») ove il peccato è presentato come atto positivo della libertà che si ribella non più soltanto a Dio, ma respinge il paradosso dell'Incarnazione e rifiuta Cristo.

b) Esercizio del cristianesimo

Scritto nel 1850, è come la seconda parte della Malattia mortale. Ha la struttura composita dello scritto edificante e del  trattato teologico-speculativo: una preghiera, la presentazione di un tema biblico ed infine il suo sviluppo per gradi e tappe di crescente interiorità e commozione.

Parte quarta: La comunicazione diretta degli Scritti edificanti.

I Discorsi edificanti di Kierkegaard (pubblicati col suo nome) coprono quasi la metà della sua produzione e costituiscono la «comunicazione diretta»  del loro autore con i contemporanei e insieme il suo dialogo intimo con l'Assoluto e il rifugio del suo spirito. «L'edificante è l'esposizione teologica destinata non alla discussione ma all'edificazione reciproca, per provocare una decisione del Singolo davanti a Dio».

a) Vangelo delle sofferenze

Il primo progetto di questo scritto risale al 1846-47. Il testo è una raccolta di sette discorsi o prediche in uno sfondo di «calma meditazione religiosa e di intensa riflessione speculativa», in esso «si tratta della trasfigurazione purificante della sofferenza in gioia per il cristiano, il quale, mentre dà la sua testimonianza, già gioisce nell'attesa dell'eternità». Le riflessioni qui contenute, osserva Fabro, segnano un progresso essenziale sulla concezione della sofferenza a cui si era fermata la Postilla: qui la sofferenza è un momento patetico – essenzialmente interiore – nel rapporto ragione e fede; là invece è la sofferenza dell'impegno cristiano nel mondo di fronte alle persecuzioni, alle privazioni, alle angustie, patite a causa della fede. Una «nuova teodicea» che fuga ogni dubbio e dà la  «certezza che Dio è amore».

b) Per l'esame di se stessi raccomandato ai contemporanei

Raccolta di tre discorsi che si articolano ciascuno a partire da un tema biblico; ancora la figura di Socrate è rievocata come esempio di serietà esistenziale e di dedizione incondizionata all'idea, ma a maggior ragione il cristiano deve tendere alla piena conformità con Cristo.

c) L'immutabilità di Dio

Discorso tenuto da Kierkegaard il 18 maggio 1851, ma pubblicato nell'ultimo agosto 1855, anno della sua morte. Come tutti i Discorsi è dedicato alla memoria del padre defunto; esso «non divaga in raffinate analisi psicologiche, non si perde in virtuosismi descrittivi o in allusioni polemiche, ma si concentra tutto nella testimonianza della presenza dell'Assoluto e di una presenza all'Assoluto, come alla fonte che non viene meno. Una testimonianza di attesa, sobria e gioiosa, quasi presaga della morte imminente e sfavillante di certezza, dell'incontro con Colui ch'è la chiarezza eterna».

7. Dell'autorità e della rivelazione (Libro su Adler) (1976)

Kierkegaard  lo chiamava il «gran libro», fra quelli che gli stavano più a cuore e tuttavia non lo pubblicò. Quest'opera contiene le tematiche fondamentali del pensiero kierkegaardiano: il Singolo e la comunità, la ragione e la fede ovvero il rapporto tra la filosofia e la Rivelazione, l'autorità e la libertà, il cristianesimo e la cristianità, l'accesa polemica contro Hegel. Esso costituisce una fonte di prima importanza, afferma Fabro, per lo studio del pensiero di Kierkegaard, non inferiore né alle Briciole di filosofia, né alla grande Postilla conclusiva non scientifica.

Molto tempo e molta fatica il traduttore ha dovuto impiegare nello studio delle opere filosofiche e teologiche di Adler di cui per la prima volta, nell'arco ormai centenario degli studi kierkegaardiani, si dà qui l'elenco completo e si riportano nell'Appendice B alcuni estratti di testi tra i più significativi. Sono anche date per la prima volta le due importanti recensioni delle Prediche di Adler del 1843 e degli scritti del 1846 ad opera del teologo Fr. Helweg che stanno all'origine – per testimonianza dello stesso Kierkegaard – del Bog om Adler.

8. Scritti sulla comunicazione (1979-82)

Annota Fabro nella premessa che lo stile di questi scritti (inediti fino ad oggi), è estremamente riflesso, spezzato, fremente di balenamenti improvvisi, di commozioni e confessioni quasi d'un morente, com'egli si considerava. Il contenuto lo vedrà il lettore stesso e converrà ch'esso è anche oggi estremamente provocatorio e inattuale, più di quanto Nietzsche non dicesse delle sue Considerazioni: nulla infatti sembra più ostico e repellente, anche per non poca cultura laica e cristiana contemporanea, travolta dalla società consumistica e permissiva di un ritorno sine glossa al cristianesimo del Nuovo Testamento.

9. Pensieri che feriscono alle spalle (e altri discorsi edificanti) (1982)

Così esordisce Kierkegaard: «Il cristianesimo non ha bisogno di nessuna, nessunissima difesa; esso attacca... è attaccante, di conseguenza nella cristianità esso attacca alle spalle». Egli scrive per «edificazione ed istruzione cristiana». Il nucleo edificante di questi discorsi può essere individuato nella «compunzione del cuore» che raggiunge il suo acme specialmente nei tre Discorsi sulla «peccatrice».

10. Gli atti dell'amore (Alcune riflessioni cristiane in forma di discorso) (1983)

Kierkegaard elenca le «Opere dell'amore» secondo il testo classico di San Paolo (1 Cor. 13)  sul quale si articola il corpo dell'opera. Ed è stato proprio San Paolo, l'apostolo di Cristo Crocifisso e del Nome di Gesù, a coniare il termine «edificare» – e Kierkegaard lo prenderà per maestro – per indicare il processo della fondazione e dell'accrescimento spirituale della Chiesa come corpo mistico di Cristo. «Edificare» è presupporre l'amore... se togli l'amore non c'è più nessuno che edifica e nessuno che può essere edificato. Su questa osservazione di fondo è costruita tutta l'opera. Ora l'importante è afferrare l'indicazione che Kierkegaard ha dato sull'essenza dell'amore dell'(verso l') altro che non è di attirare a sé, né di andare ossia di essere nell'altro, ma nel far sì (nel procurare) che l'altro sia se stesso ossia che diventi se stesso mediante l'amore che Dio ha deposto in lui prima con la creazione (ad immagine di Dio) poi con la «ricreazione» od elevazione alla partecipazione propria della natura e vita di Dio (con la grazia)».

11. Timore e tremore (1986)

Nel labirinto della produzione pseudonima kierkegaardiana Timore e Tremore' costituisce il primo punto fermo per una corretta interpretazione di un'avventura letteraria che non ha riscontro in nessuna produzione del turbolento ed irrequieto Ottocento europeo, per l'intensità tematica e la densità ermeneutica.

La tematica di fondo, leggiamo nell'introduzione, è la giustificazione della rottura del fidanzamento con Regina Olsen». «L'ermeneutica di Timore e Tremore si profila su di uno sfondo ambiguo o più esattamente ambivalente nel rapporto antitetico di Kierkegaard al padre ed a Regina ch'egli considera i suoi maestri nella dialettica dell'esistenza.

Aveva annotato Kierkegaard nel Diario: «Dopo la mia morte si vedrà che basterà Timore e Tremore per rendere immortale un nome di scrittore... si inorridirà per il tremendo pathos che contiene».

12. Johannes Climacus ovvero ‘De omnibus dubitandum est’ (1989)

Il Socrate  danese con più di un secolo di anticipo ha intravisto l'epilogo nichilista del cogito moderno: l'ingegno di Climaco si concentra fortemente sulla legittimità del «dubbio» come cominciamento-fondamento del filosofare e prende posizione radicale contro l'impianto della filosofia moderna. Puntualizza Fabro: «È vero che senza dubitare non c'è riflessione, né quindi pensiero filosofico cioè fondato in se stesso; ma il dubbio è stimolo e non oggetto della mente e deve rimandare alla verità, a pie' del vero secondo Dante, e Kierkegaard afferma con energia questa dominante dell'animo occidentale, contro la tendenza malaticcia dello scetticismo ch'è il giansenismo in filosofia: come qui domina il peccato, là l'errore e l'uomo sfuma nel nulla in quanto gli sfuggono sia Dio come le creature, sia il finito come l'infinito».

13. Viaggio in Italia (1990)

Il testo assolutamente inedito, di alto livello culturale, è un manoscritto della Biblioteca dell'Università di Copenaghen. Peter Adler, l'autore di questo libro, fu deposto dall'incarico di pastore dal Vescovo Mynster e si ritirò a vita privata. Approfittando così a titolo di svago e d'istruzione per fare un viaggio in Italia, ove – dice Fabro – approfondì la meditazione delle verità cristiane annotandole in queste note di viaggio le quali – sia detto ad omaggio doveroso verso il mite pastore – costituiscono un piccolo capolavoro nel loro genere ed insieme sono un generoso omaggio al popolo italiano e alla religione cattolica.